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[QUA] Uno squalo non proprio bianco

Squalo-bianco-bufala

Oggi la si prende larga ma non troppo. Fare i titoloni si sa catalizza l’attenzione che può essere convertita in click, acquisti o semplicemente aumentare il passaparola; ed i principali fruitori di ciò sono i giornali seguiti dalla televisione e in ultimo (solo in scala temporale) gli youtubers. E nonostante io non sia un grande amante del “titolo che deve sconvolgere il lettore” lo accetto nel caso in cui questo sia seguito da un corpo centrale valido, in grado di sostenere il peso del titolo stesso e mi riporti una notizia effettivamente rilevante, qualunque sia la natura del fatto.

Il problema, però, sorge quando il titolo roboante è seguito da fuffa, aria fritta o roba magari utile ma non così sconvolgente e, navigando in internet e buttando l’occhio a qualche quotidiano ho la sensazione che questa tendenza di dare più importanza all’apparenza (l’intestazione) che alla sostanza (il corpo centrale) abbia raggiunto livelli estremi.

Tale esagerazione ha stimolato, in me, due differenti reazioni, da un lato l’assenza di voglia nel leggere qualsiasi articolo presentasse il classico titolone, dall’altro la curiosità di contare quante ca**ate ci fossero scritte nell’articolo e da quali presunte motivazioni sia nato quel pezzo.

Ed è proprio nel secondo caso che rientra questa “perla” ritrovata su Yahoo. Risale al 3 Luglio scorso (si, la puntualità è il mio forte), ero in procinto per tornare in Sicilia, come fanno tutti i “bravi” fuorisede, e mentre controllavo la mail mi accorgo di questo articolo:

Un titolo un programma

Leggo il titolazzo e già la credibilità dell’articolo è al livello del mantello terrestre però, sprezzante del pericolo e con lo spirito blastatore in riscaldamento, decido di aprire il link, con la mia attenzione puntata su due parole specifiche “squalo bianco“; perchè, nonostante il più famoso dei predatori marini sia presente nel Mediterraneo, i suoi avvistamenti sono abbastanza rari e quindi sapere che la colonia “nostrana” del grande pesce sia in salute sarebbe stata una bella notizia.

Pronti via ed ecco la prima delusione, non proprio inaspettata, perchè “l’enorme” animale in realtà non era nient’altro che uno squalo bianco nella media visto che la sua lunghezza pareva aggirarsi sui 4 metri; un nano al confronto con i 6 metri di Deep Blue.

Questo dettaglio però viene grassettato, messo in evidenza senza una valida motivazione visto che l’animale rientra perfettamente nelle dimensioni standard di uno squalo bianco adulto (manco lo sforzo di leggere su Wikipedia le caratteristiche del pesce). Poi, per carità, possiamo star qui a discutere sul fatto che 4 metri di bestia sono comunque tanti, per capirci una sorta di Grande Punto che si muove in mare, ma qui il punto di riferimento è il Carcharodon carcharias e non la specie umana.

Perle n° 1 e 2

Archiviata la “perla” n°1 arriva, a breve distanza la seconda formata da due notizie che non posso nè smentire nè accettare con precisione, una riguarda una dichiarazione (riconoscibile dal virgolettato) buttata lì ed evidenziata che apparentemente appartiene ad un testimone oculare rilasciata su index (non masticando il croato, ho cercato poche parole chiavi tradotte con Google senza ottenere risultati). L’altra fa testo a dozzine di video che riprendono l’animale, su Youtube ne ho trovati 5/6 e sono tutte riprese fatte da imbarcazioni e non dalla spiaggia.

Il BOMBONE. In blu i link degli articoli “parcondicio-addicted”

Ma poi arriva il “bombone“, quelle parole che lanciano nella monnezza l’intero articolo, sufficienti a cancellare Yahoo!notizie dalla lista di siti utili per leggere d’attualità: Attualmente resta sconosciuta la specie del predatore. Una frase che fa perdere di credibilità l’intero pezzo e di chiunque l’abbia scritto, se solo l’avesse firmato. Ma la cosa ancora più ridicola è che al 3 Luglio si sapeva già su tutto la specie dello squalo, perchè come riportato su LaPresse e su TriestePrima, in due articoli del 14 Giugno, si tratta di uno squalo mako che si, la forma potrebbe ricordare il bianco, ma è sostanzialmente un altro animale; per fare un paragone, sarebbe come dire che Nelson Mandela e Morgan Freeman sono la stessa persona.

In conclusione, vengono messi poi in evidenza i link di un paio d’articoli, uno “contro-squalo” e un altro “pro-squalo“, una sorta di paraculata per smentire chi potrebbe dire che Yahoo alimenta la paura degli squali. L’articolo si chiude con le parole “degli esperti”, che in realtà è solo uno quindi l’esperto, Giovanni D’Agata. Il messaggio del presidente dello Sportello dei Diritti, punta a quietare le acque ed a rassicurare le persone dicendo “che gli squali, seppur presenti da anni nel “nostro” mare, evitano il contatto con l’uomo e non attaccano se non provocati“, peccato però che l’autore del pezzo metta in evidenza le parti più sensibili a chi non conosca questi animali e lasci in secondo piano le cose più rilevanti.

La parola aLL’espertO

E niente, la discussione termina qui. Questo mio articolo non ha un fine, era una cosa di cui mi andava di scrivere e l’ho scritta, nessuna morale particolare ma solamente fare chiarezza su un argomento a me caro e consigliare a Yahoo di verificare un minimo le fonti. So bene che dare le notizie per tempo senza commettere errori non è semplice, sto lavorando anch’io in una redazione.

E lo saluto!

p.s.
Articoli più sensati di quello di Yahoo: LaPresse, TriestePrima
Articolo incriminato: Yahoo
Altro articolo con simile quantitativo di monnezza dell’incriminato: SocialPost (qui almeno la specie ce l’hanno azzeccata – Occhio che nell’ultimo secolo, alias 100 anni, si sono verificati 6 attacchi di squali casuali nell’Adriatico)

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