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[LOL] G2 e C9 sono loro i campioni dello Spring Split 2020

I G2 festaggiano la vittoria

Domenica sera si sono giocate le finali degli Spring Split del LEC e del LCS, la lega corrispettiva del Nord America, ed entrambe si sono chiuse con un netto 3-0 da parte dei vincitori. Sul territorio europeo si sono imposti i G2 sugli eterni rivali dei Fnatic, pareggiando il record di 7 split vinti degli arancioni. Oltreoceano, invece, è arrivata la vittoria dei Cloud9 sui Flyquest alla loro prima storica finale; i C9 tornano sulla vetta del Nord America dopo 5 anni di assenza con 6 finali perse ed una 3ª posizione nel 2019. Come suggerisce il risultato, entrambe le sfide sono terminate in fretta senza dare spazio a quella tensione che si ha quando due squadre di simil livello si incontrano. Per quanto sull’andamento della sfida LCS i dubbi sui probabili vincitori erano pochi, m’aspettavo più equilibrio dalla sfida del vecchio continente e non che anche questa sembrasse una tipica giornata di European Championship.

Va detto che i G2 hanno dato il massimo per ridurre al minimo i rischi e non dare finestre ai Fnatic per rientrare in partita; dal canto loro, i ragazzi di Mithy sono stati colti in contropiede dalle composizioni degli avversari e non sono riusciti a trovare una soluzione. Il secondo game (il più breve della serie) ne è un esempio, con i Samurai che prendono il largo intorno al 15′ e in meno di 10 minuti si aprono la strada verso il nexus avversario con i Fnatic che non potevano far altro che stare a guardare. L’orgoglio arancione viene fuori nella terza partita ma non è stato abbastanza per fermare lo tsunami targato G2.

Contro ogni aspettativa e molto più stimolante è stato lo scontro tra Cloud9 e Flyquest con quest’ultimi che hanno dato filo da torcere ai ragazzi di Reapered prima di cedere loro il titolo. I “Fiorati“, in ognuno dei games, hanno tirato fuori le loro armi migliori: PowerOfEvil, la loro punta di diamante, ha pilotato due importanti carry come Azir e Syndra, Santorin alla guida di Pantheon e Rek’Sai, Ignar ha tirato fuori il suo famoso Blitzcrank più Alistar e Rakan, mentre Wildturtle è stato accompagnato da Aphelios e Xayah. A completare il quintetto poi c’era l’Ornn di Solo. Ma, nonostante mid e jungler abbiano fatto tutto il possibile per bloccare gli avversari (specialmente Licorice, constantemente in inferiorità numerica), questo non è bastato ad arrestare la corsa al titolo della corazzata in azzurro, la quale ha dato l’ennesima conferma della propria strapotenza dopo aver dominato l’intera stagione.

I Cloud9 in posa con il trofeo appena conquistato. Fonte Twitter

Questa vittoria ha avuto un peso particolare per ognuno dei Cloud9, Zven (Adc) è diventato il primo giocatore a vincere un campionato sia in Europa che in America, ma soprattutto è riuscito a riscattarsi di tutte le polemiche che lo hanno riguardato durante la sua permanenza nei TSM. Licorice dopo due anni in azzurro, e fresco di rinnovo fino al 2022, riesce a vincere il suo primo titolo e soprattutto da protagonista. Nisqy e Blaber, i giovincelli del team, hanno visto consacrate sia le loro qualità da singoli giocatori sia il loro affiatamento. Ed infine c’è Vulcan, il neo acquisto (strappato ai Dignitas per 1.7 milioni di dollari, definiti dal presidente Jack Etienne come “i migliori soldi spesi”) ha dettato legge con i suoi support playmaker specialmente con Thresh, con il quale viaggia con oltre l’80% di kill partecipation. Ed infine grossa soddisfazione anche per coach Reapered, il quale dopo aver ottenuto il 3° posto nel mondiale 2018, adesso inserisce un vero trofeo nella sua bacheca.

Piccola nota di colore, in entrambe le finali il titolo di miglior giocatore è stato assegnato ai due support Mikyx e Vulcan.

Prima di passare ad una analisi più dettagliata delle serie appena citate, ci tengo a ricordare che le vincitrici dello Spring Split hanno strappato il pass per il MSI 2020 che si terrà, causa COVID-19, a Luglio al posto dei Rift Rivals, rinviato al 2021. Mentre, a Maggio sarà la volta del Summer Split dove in palio ci saranno i posti per il Mondiale.

IL RISVEGLIO DEL GIGANTE DORMIENTE

Dopo la cacciata dal winner bracket per mano dei MAD Lions, la vittoria finale dei G2 non era più così scontata. Inoltre, viste le performances dei Fnatic contro Origen e gli stessi MAD la speranza nel vedere una serie conclusiva al cardiopalma era altissima; ma così non è stato. I Samurai affermano con prepotenza di essere ancora loro la squadra da battere e, allo stesso tempo, sciolgono al pubblico ogni dubbio sulle capacità da tiratore di Caps. Il danese ha dato spettacolo sulla landa sia con Kog’Maw, scelta che ha tagliato le gambe agli avversari, che con Aphelios non permettendo al suo ex compagno Rekkles di far valere le proprie abilità.

Mikyx - Support G2
Mihael “Mikyx” Mehle, support G2. Fonte Twitter

Al suo fianco, inoltre, c’era il MVP della serie Mikyx. La condizione di forma del support sloveno non accenna a diminuire, al termine delle 3 partite viaggiava con un 88% di kill partecipation con 47 assist sulle 53 uccisioni dei compagni. Con la sua Lulu ha tenuto in vita i suoi compagni, specialmente Caps, anche negli scontri più prolungati, mentre con Janna è riuscito ad annullare la maggior parte degli ingaggi proposti dai Fnatic nel 3° game. Il titolo assegnatogli, secondo me, è anche un riconoscimento per il suo percorso in tutto lo Spring Split.
Inoltre, è stato proprio Mikyx a smentire una volta per tutte quella teoria che voleva che “i G2 hanno perso di proposito all’inizio per poi vincere in finale”, che intervistato, al termine della serie, da Laure Valée dichiara:

“La sconfitta con i MAD Lions ha dato una scossa a tutto l’ambiente. Da quel momento in poi abbiamo lavorato duramente, ci siamo dedicati a migliorare gli aspetti che non andavano e ci siamo confrontati spesso.”

Nella stessa intervista, il support ha svelato “il segreto” dietro la scelta dell’insolita coppia bot Kog’Maw-Lulu:

“È stata un’idea di Caps, penso che sabato abbia giocato Kog’Maw fino alle 5 di mattina”

Sui “senior” Perkz e Jankos non c’è tanto da aggiungere rispetto a quello che hanno fatto vedere durante la stagione regolare. Il croato ha dimostrato che il suo Azir è uno dei migliori a livello mondiale ed è una sicurezza per i suoi compagni. Il capitano, inoltre, fa valere tutta la sua esperienza nel terzo scontro nel quale, nonostante sia stato messo alle strette da Nemesis, ha avuto la pazienza di attendere il completamento di quegli oggetti necessari per portare in carreggiata Corki (sfruttando anche l’aiuto fornito dal resto della squadra). Discorso simile può essere fatto per il “First Blood King“, infatti, il junger polacco si è messo su il completo da direttore d’orchestra e con Jarvan IV ha dettato i tempi di inizio e fine di ogni teamfight. Meno spettacolare alla guida di Trundle ma non per questo meno efficace.

Citazione a parte per il toplaner Wunder, invischiato in uno scontro tra titani contro Bwipo, ha risposto presente alla chiamata tanto da prendere il controllo della corsia superiore e costringere il suo diretto avversario ad agire di rimessa. Ad ogni aggressione tentata dal belga, il danese lo rispediva indietro con gli interessi a prescindere da ciò che aveva tra le mani Zac o Ornn che sia. Emblematico lo scontro dell’ultimo match dove il danese ottiene il primo sangue uccidendo uno contro uno il collega belga; in quest’ultima partita, il vantaggio ottenuto da Wunder si è dimostrato essenziale per portare il suo team alla vittoria perchè da solo riusciva ad assorbire la maggior parte dei danni degli avversari, lasciando i suoi compagni liberi di attaccarli. Nelle altre due partite, il toplaner ha costituito, con Jankos, una perfetta coppia di ingaggio impendendo, grazie ai numerosi effetti di controllo, qualsiasi risposta da parte dei Fnatic.

In chiusura è la volta di Grabbz, il coach dei G2 non si inventa niente di particolarmente nuovo ma si affida ai suoi giocatori (vedesi Kog-Lulu in botlane) e per questo ricama delle draft che calzano a pennello ad ogni membro della sua squadra. La strategia utilizzata in finale è quella che ha portato i Samurai al successo della passata stagione, quella che ha dato vita a “quel momento“, ossia formazioni particolarmente incentrate su un mid game esplosivo che permette di giustire in scioltezza anche le fasi più tardive di partita; senza disdegnare qualche azione rischiosa anche nelle fasi iniziali.

Passando ai Fnatic, c’è tanto lavoro per il povero Mithy. Il neo coach è subito stato messo nell’occhio del ciclone per delle draft che non hanno rispecchiato quanto di buono fatto fino a poco prima della finale. Ma in molti si dimenticano facilmente che lo spagnolo è al suo primo anno da allenatore e sedersi sulla panchina di uno dei due team più titolati d’Europa non è proprio una passeggiata. Gli errori sono inevitabili ed è anche giusto commetterli perchè solo così si cresce e si migliora.

Nella prima partita il piano di battaglia, come già spiegato da Kenrhen, era incentrato sull’annullare le corsie dei G2, in particolare, con Sylas in toplane contro Ornn e Veigar in mid contro Azir, ma a scombinare la strategia è arrivato quel Kog’Maw che già al 15′ non poteva può essere contenuto da Aphelios. Il secondo game è stato il meno convincente, perchè è stata riproposta la stessa coppia bot, ApheliosTahm Kench, ma la composizione insisteva ancora di più sulle fasi tardive di incontro con Kassadin in corsia centrale, che ha subito ancora di più l’aggressività di Azir. La vera scossa, e cambio di ritmo annesso, è arrivata nel terzo game con l’imperatore di Shurima in mano a Nemesis ed un tiratore opprimente fin dalle fasi iniziali come Miss Fortune. In effetti, quest’ultimo game è stato quello più equilibrato dove entrambe le squadre sono rimaste in corsa fino alla fine, dove i G2 hanno ribaltato la situazione intorno alla mezz’ora con un teamfight ben studiato. Infine, piccola osservazione personale, nelle prime due partite i Fnatic mancavano di forti fonti di ingaggio, puntando sui singoli Lee Sin o Ornn che poco potevano contro le schiaccianti coppie formate da Jarvan IV e Ornn/Zac.

Sui singoli non c’è tanto da dire, quello che è sembrato più in palla era Rekkles. Rare le volte in cui il tiratore è stato colto fuori posizione e in più di un’occasione è riuscito a tirare fuori delle risorse per sè e per il proprio team. Nel 3° game si riscattano anche Nemesis e Selfmade; il primo, svantaggiato dal match-up nelle prime due partite, da’ il meglio di sè con Azir, riuscendo sia a rendere difficile la fase di corsia a Perkz sia a mettere pressione su tutto il resto della mappa constringendo gli avversari a dividersi per bloccare la sua avanzata; il jungler, in realtà, l’unico momento in cui non è apparso al suo agio è stata quella con Trundle, con il quale non può impostare azioni propositive ma intervenire in azioni già iniziate per piegarle a proprio favore. Lo stesso trand ha caratterizzato la prova di Hylissang che separato dai suo playmaker fatica a trovare spazio sulla Landa e più volte ha ricoperto il ruolo di vittima sacrificale. Deludente invece il cammino di Bwipo che fin dal primo match ha giocato in maniera avventata cercando delle azioni aggressive in momenti in cui sia i suoi personaggi che il resto dei Fnatic non poteva sostenere.

Lo spring split finisce così, con i Fnatic che dovranno rimandare alla prossima la “vendetta” sui G2. Fortunatamente non ci sarà da attendere molto, perchè pare che nel giro di un mese prenderà il via il Summer Split, ma di questo avremo tempo di parlarne.

E lo saluto!

Fonte immagine copertina: Twitter

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