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Animali

Tra le tre passioni che vedete in primo piano questa è quella che, indubbiamente, mi accompagna da più tempo. Il tutto è iniziato dall’età di 4/5 anni, stando ai racconti dei miei genitori, con Superquark ed il Circo di Montecarlo. Inizialmente, la mia attrazione principale erano i mammiferi, soprattutto quelli della savana (elefante, rinoceronte, gnu, ecc..), ma con gli anni e con lo studio il mio amore si è esteso per l’intero regno animale (inclusi gli esseri umani, anche se per la nostra specie è meno pura).

Il mondo animale ha fortemente influenzato il mio percorso di studio passando da una laurea triennale in Scienze Naturali ad una magistrale in Etologia, includendo anche due corsi di fotografia naturalistica.

Il mio intento è quello di utilizzare questo spazio per parlare in maniera approfondita, basandomi sulle mie esperienze, di quello che è il mondo animale senza strumentalizzare e dare notizie d’ambito zoologico nel senso più esteso del termine.

CHONDRICHTHYES

I pesci cartilaginei o Condroitti oppure Chondrichthyes, se siete dei feticisti della terminologia scientifica come il sottoscritto, sono una classe di vertebrati acquatici con specie che vivono sia in acqua dolce che salata. Al loro interno si contano circa 1200 specie, distribuite in 30 famiglie. Le prime forme risalgono a circa 400 milioni di anni fa, ai tempi del Devoniano, quando la stragrande maggioranza delle forme di vita stava in mare ma, nello stesso periodo storico, compaiono i primi artropodi terrestri. I principali rappresentanti della classe in questione sono gli squali, le razze e le chimere.

La differenza sostanziale tra questi e gli altri pesci che popolano le acque sta nello scheletro, infatti, nei Condroitti questo è fatto di cartilagine, da qui anche l’origine del nome, mentre gli Osteitti presentano uno scheletro osseo, dovuto ad un’ossificazione delle cartilagini durante le fasi embrionali. A causa della mancanza del midollo osseo, l’organo principale per la produzione dei globuli rossi è la milza coadiuvata, in alcuni casi, dal tessuto epigonale (situato, per l’appunto, nei pressi delle gonadi). Altra caratteristica che differenzia le due classi di pesci è la vescica natatoria, assente nei nostri protagonisti e presente nell’altra classe.

Ad esclusione delle razze, tutti i condroitti presentano un corpo affusolato ed idrodinamico con una pinna caudale eterocerca, ossia con 2 lobi di dimensioni differenti solitamente con quello superiore maggiore di quello inferiore, che è il principale organo di movimento. Presentano poi una pinna dorsale, la classica pinna che fuoriesce dall’acqua, un paio di pinne pettorali, che utilizzano per mantenere la posizione; un paio di pinne pelviche o ventrali, poste ad altezza, per l’appunto, del ventre, utili per stabilizzare il nuoto. Infine, alcuni pesci cartilaginei possono presentare nei pressi della zona dell’ano una pinna anale.

I membri di questa classe sono muniti, solitamente, di 5 paia di fessure branchiali visibili all’esterno nella zona posteriore all’occhio, con il compito di estrarre l’ossigeno dall’acqua ingerita attravaerso la bocca e di conseguenza risultano l’organo principale per la respirazione dell’animale. Neli squali che vivono in profondità, per favorire il passaggio delll’acqua nelle branchie sono presenti due piccole aperture appena dietro ogni occhio dette spiracoli.

I condroitti ovviano alla mancanza della vescica natatoria con la presenza dello squalene, un particolare composto contenuto nell’olio del loro fegato che essendo meno denso dell’acqua gli permette di restare a mezz’acqua. Altra caratteristica tipica di questa classe è la presenza di un ulteriore senso, l’elettroricezione, legata a speciali organi chiamati Ampolle di Lorenzini (scoperte dall’italiano Stefano Lorenzini nel 1678). Queste, nella parte anteriore del capo, formano una rete di canali con cellule specializzate alla ricezione di impulsi elettromagnetici provenienti dal corpo di altri esseri viventi. Queste, inoltre, permettono all’animale di percepire il magnetismo terrestre e quindi vengono utilizzate anche per l’orientamento.

Infine, in tutti i pesci cartilaginei la fecondazione è interna. La maggior parte delle specie è ovovivipara, cioè la schiusura delle uova avviene all’interno del corpo materno con gli embroni che si nutrono esclusivamente del tuorlo presente nell’uovo, e di conseguenza, i piccoli vengono alla luce già formati. Vi sono, peroò, altre specie che depongono le uova nell’ambiente, tecnica definita oviparità, e le sorvegliano fino alla schiusa; mentre, in altri casi è presente la viviparità, ossia l’embrione trae nutrimento dalla madre, come avviene nel caso dei mammiferi.

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